MAN si accorda con HHLA per testare i camion autonomi

La Casa del Leone mette in campo il progetto “Hamburg TruckPilot”, in partnership con l’azienda del porto di Amburgo, per sperimentare i veicoli automatici in condizioni di reale utilizzo
Un progetto – Hamburg TruckPilot – per testare i camion in modo automatico e autonomo, in condizioni di reale utilizzo. MAN Truck & Bus e Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA) hanno firmato un accordo di cooperazione sulla base del quale sperimenteranno gli autocarri automatici a guida autonoma nella movimentazione quotidiana dei container del
porto di Amburgo. La base per i test saranno il terminal per container HHLA Altenwerder del porto e un tratto di 70 km dell’autostrada A7.
La struttura del progetto prevede inizialmente due prototipi di camion dotati di sistemi di automazione elettronica. Questi veicoli entreranno nell’autostrada A7 al raccordo di SoltauOst, completamente automatizzato, quindi gestiranno autonomamente lo scarico e il carico all’interno del terminal container Altenwerder.
Il progetto è diviso in tre fasi. In quella preparatoria, già avviata e da completarsi entro la fine del 2018, saranno definite le condizioni del quadro tecnico. Seguirà la fase di test tra gennaio 2019 e giugno 2020, con lo sviluppo tecnico del sistema nei campi prova MAN a Monaco. Infine saranno avviati altri test di prova tra luglio e dicembre 2020 che terranno conto dei risultati delle fasi di preparazione e di sperimentazione. Durante quest’ultima fase, un autista passivo “di sicurezza” appositamente addestrato sarà sempre presente nel veicolo per monitorare i sistemi di automazione e potrà, se richiesto, intervenire e diventare driver attivo.
In futuro, le funzioni di guida automatizzate forniranno un importante supporto agli autisti durante il proprio lavoro. Per esempio, l’autista potrebbe elaborare i documenti di trasporto durante i viaggi automatizzati in autostrada oppure semplicemente riposarsi. Nel caso di carico e scarico autonomi, il conducente può lasciare il veicolo e utilizzare il tempo per le pause prescritte dalla legge. Altri potenziali vantaggi includono l’aumento dell’efficienza attraverso la guida automatizzata che può ridurre il consumo di carburante e anche influenzare positivamente il flusso generale
del traffico. Per ultimo, ma non meno importante, i partner del progetto si aspettano una maggiore sicurezza in tutte le aree di utilizzo dei mezzi.
Il progetto “Hamburg TruckPilot” fa parte della partnership strategica, per sviluppare il trasporto tra la città di Amburgo e il Gruppo Volkswagen.

fonte: uominietrasporti.it

Incontri Istituzionali Le Associazioni hanno incontrato il Vice-Ministro dei Trasporti

Il 2 Ottobre c.a. si è svolto l’incontro con il Vice-Ministro dei Trasporti Edoardo Rixi per proseguire il confronto con il Governo sulle principali tematiche rivendicate dal settore.

Al tavolo di confronto erano state convocate tutte le associazioni di rappresentanza delle imprese di autotrasporto.

In allegato si riporta una nota predisposta unitariamente da UNATRAS contenente i  principali contenuti  emersi.

fonte: cna.it

IVECO BUS / Maxi fornitura di bus ibridi per Bruxelles

Iveco Bus ha siglato un accordo quadro con STIB-MIVB (Azienda Intermunicipale di Trasporti Pubblici di Bruxelles) per la fornitura di 141 bus ibridi elettrici snodati da 18 metri, nel quadro di un pacchetto comprensivo di pianificazione, fabbricazione, fornitura, montaggio e consegna dei pezzi di ricambio e di manutenzione del pacco batterie, oltre che dell’insieme dei componenti della catena cinematica dei veicoli.

fonte: ilmondodeitrasporti.com

Borgo Panigale L’autotrasporto emerge dall’indifferenza soltanto quando sale tristemente alla ribalta della cronaca

La tragedia di Borgo Panigale, a Bologna, dove il 6 agosto scorso un’autocisterna è esplosa sul raccordo tra A1 e A14 provocando un incendio di dimensioni gravissime, riporta in primo piano il tema della sicurezza sulle strade, a partire dai grandi veicoli industriali. La normativa europea sui trasporti su gomma di merci pericolose, che l’Italia applica rigorosamente,  prevede uno specifico e speciale equipaggiamento del mezzo. I conducenti di questi veicoli devono obbligatoriamente possedere il Certificato di Formazione Professionale, detto comunemente “patentino ADR”, che viene rinnovato ogni cinque anni attraverso uno specifico corso di aggiornamento a frequenza obbligatoria. L’inchiesta in corso rileverà se l’autocarro  al centro dell’incidente di Bologna era in regola con la revisione: è certo però che proprio il tema delle revisioni periodiche e scrupolose rappresenta in Italia un tasto dolente di questo settore.Misure che purtroppo non danno la certezza assoluta che simili incidenti possano essere evitati. Alcune accortezze possono però essere seguite, a partire dal rinnovo del parco veicolare dei mezzi pesanti.

Acquistare oggi un autocarro nuovo, vuol dire, tra l’altro, avere a bordo un sistema radar integrato che controlla la velocità, la distanza dagli altri veicoli che lo precedono e che, anche in caso di colpo di sonno-malore del conducente, mette tutto in sicurezza evitando tamponamenti o salti di corsia: tecnologie ben collaudate e di uso comune.

Revisionare i mezzi pesanti esattamente alla scadenza annuale riportata sulla carta di circolazione, come previsto dalla legge, resta una chimera, per via della cronica mancanza di personale addetto alle revisioni. Non si contano così i casi di mezzi che viaggiano grazie a proroghe emesse direttamente dagli uffici provinciali della motorizzazione. Una piaga diffusa in tutta il Paese.

La sicurezza è un sistema complesso, dove agiscono molteplici fattori a partire dalla qualità e dalla buona e costante manutenzione di tutte le infrastrutture viarie. Anche qui l’Italia non è in buona posizione e paga il prezzo di anni di investimenti ridotti e di scarsa manutenzione del sistema viario. Non dimentichiamo che il fattore decisivo per garantire la sicurezza complessiva sono i controlli, che devono essere certi, rigorosi e con sanzioni adeguate alle infrazioni. Fin qui, le operazioni di sistema.

Al centro di tutto però, c’è sempre l’impresa di autotrasporto. E al centro dell’impresa ci sono i costi di gestione. Se questi non quadrano, e in Italia non quadrano da troppo tempo, purtroppo gli investimenti per il rinnovo del parco automezzi, e quindi il conseguente incremento della sicurezza, resta un obiettivo raggiungibile con molta difficoltà. Per questo motivo è strategico consentire alle imprese di recuperare margini di guadagno tramite costi minimi di sicurezza. Su questo drammatico incidente, si è riaperta l’eterna polemica tra le  opposte tifoserie del trasporto su ferro e quelle della gomma e, ancora una volta, il clamore impedisce di vedere e di discutere serenamente sui dati che esprime la realtà. Novemila  comuni non possono essere raggiunti tutti con i treni merci. La gomma ha un compito immenso, ma non può farcela da sola, ha bisogno prima di tutto di una integrazione intelligente con il sistema ferroviario e marittimo nazionale. Il nostro futuro si gioca nella grande intermodalità a  tutto campo:, è questo l’unico modo per far arrivare tutte le merci a destinazione velocemente, ma soprattutto sempre in piena sicurezza.

fonte: cna.it

Contributi agli investimenti 2018 – Precisazione del MIT sulla finanziabilità dei veicoli CNG. Circ.185/2018

Lo scorso 2 Agosto 2018 la Direzione Generale per il Trasporto Stradale e per l’intermodalità del MIT, con la comunicazione Prot. 0013653, ha precisato che, a causa di un refuso contenuto nel D.M. 221/2018 sui contributi agli investimenti per il 2018, i veicoli alimentati a metano CNG di massa superiore alle 16 ton. sembrerebbero esclusi dal beneficio in esame.

fonte: fiapautotrasporti.it